APPELLO – Supporta Agripunk: realtà per la liberazione animale

Da qualche tempo si sta diffondendo la pericolosa tendenza che vede la lotta per la liberazione animale ridotta nel riscattare gli animali costretti al macello, invece che liberarli, pagando direttamente l’allevatore di turno, attribuendo così sempre un valore in denaro alla loro vita, oltre al fatto di finanziare direttamente quello stesso sistema che li rende schiavi.
Invece di sostenere e promuovere pratiche che non hanno nulla a che fare con la lotta, appiattendola e contribuendo ad alimentare il sistema antropocentrico, vi invitiamo a supportate chi rappresenta il vero cambiamento.volantino aiuto fronte
Agripunk, realtà per la liberazione animale, umana, della Terra che è riuscita nell’impresa di soppiantare uno dei tanti lager figli dal capitalismo e della cultura del dominio, convertendo un ex allevamento di tacchini appartenente ad Amadori in un oasi dove ora ogni animale può trovare la libertà.
Agripunk è l’esempio vivente di ciò che la lotta per la liberazione animale dovrebbe rappresentare ed ora ha bisogno del sostegno di tutt* per Resistere. (Tutte le indicazioni a questo link)nuovo biglietto nuovo iban e 5x1000 Agripunk Onlus
Riportiamo di seguito l’appello lanciato dalla realtà antispecista.

E’ passato un anno da quando si è ufficialmente definito il contratto di affitto a riscatto con il proprietario del fondo agricolo (non con l’allevatore e assolutamente non con Amadori, giusto per essere chiari).
Una volta sfitto l’allevamento, è stato accettato il nostro progetto ed è stata accettata la nostra proposta perchè in fondo in fondo anche al proprietario piaceva l’idea di convertire questo posto in una cosa bella, che cancellasse gli anni passati di sfruttamento animale e della terra.
Come ricordate, questo è stato possibile grazie a 12 tra associazioni animaliste, realtà e gruppi di persone che avevano preso l’impegno di aiutarci e non grazie a fantomatiche donazioni da centinaia di migliaia di euro come da certe voci che ci sono giunte.
Per i primi 6 mesi tutto è andato abbastanza bene nonostante qualcuno che al momento di arrivare al sodo s’è defilato.
Poi altri purtroppo non hanno potuto o voluto continuare a darci il sostegno economico che ci avevano assicurato, chi per motivi economici chi per motivi non ben precisati.
I gruppi spontanei di persone che si sono creati continuano a supportarci invece, con il calore e l’entusiasmo di sempre… però purtroppo non basta.
Abbiamo lanciato la campagna ADOTTA UN ETTARO LIBERATO per cercare nuovo sostegno economico, alcune persone hanno aderito e le ringraziamo tantissimo, però molti meno di quelli che pensavamo quindi anche questo non è bastato a risolvere l’emergenza.
Quindi siamo qui a rinnovare l’appello a tutte le persone singole, ai collettivi, ai gruppi ed alle associazioni che ci seguono e che condividono quello che facciamo per chiedervi di aiutarci con un supporto economico mensile adottando e supportando Agripunk.

In questo anno molti animali si sono salvati, molti sono stati liberati in natura, molti si sono recuperati da condizioni difficili, purtroppo molti ci hanno lasciati dopo aver vissuto una vita serena in nostra compagnia, ma molti di più attendono di poter venire qui a vivere sereni.
Attualmente vivono con noi:
-gruppo piccioni 15 colombe + x piccioni (un centinaio o più)
-gruppo polli 86 + 3 papere
-gruppo conigli 4
-gruppo cani 5
-gruppo gatti 6
-gruppo mucche 5
-gruppo capre 25
-gruppo suini 6
-gruppo pecore 5
per un totale 160 belve.
Abbiamo fatto il conto di quanto spendiamo mensilmente per loro includendo la spesa dell’affitto:
-gruppo piccioni un sacco da 10 euro a settimana = 40 mese
-gruppo polli 2 sacchi da 15 euro ogni 10 gg = 90 mese
-gruppo conigli 1 sacco da 25 euro al mese + verdura = 50 mese
-cani un sacco da 20 euro a settimana = 80 al mese
-gatti un sacco da 20 euro ogni 2 settimane = 40 al mese
-fieno un carico da 150 euro ogni 2 settimane = 300 mese
-verdura e mele = 150 mese + recupero
totale 750 euro al mese
+ 2000 di affitto + 250 di spese extra (es. veterinario)
spesa mensile circa 3000 euro al mese per tutte le belve.
Le spese per il mantenimento degli animali e delle cure veterinarie riusciamo a sostenerle grazie alle donazioni che arrivano sul conto, grazie ai proventi dei banchini e grazie alle donazioni lasciate dai partecipanti dei nostri eventi, però le spese dell’affitto riusciremmo a sostenerle se, oltre alle donazioni per l’affitto lasciate da chi si è trasferito qui, ci fossero i 12 gruppi e/o associazioni al completo.
Ed è proprio questo il problema: non ci sono più e da un pò viene a mancare l’aiuto promesso quindi ora siamo arrivati al punto che, se entro fine anno non riusciamo a saldare l’affitto e stabilizzare la situazione (visto che ne mancano almeno 5 di gruppi e/o associazioni ormai da parecchi mesi) dovremo andarcene.
La riuscita del nostro progetto prevedeva questo aiuto per 5 anni, facendo in modo di farlo servire per meno tempo ancora impegnandoci, come stiamo già facendo, a creare tutta una serie di attività che ci garantiscano l’autosostentamento.
Cosa difficile da attuare però se manca questo aiuto.
Il primo anno appunto è passato, ma rischia di essere l’ultimo se nessun altro ci aiuta e supporta.
Considerando anche che rimane da recintare buona parte del pascolo e da finire di sistemare le strutture.
Obbiettivamente un altro posto, anche ad un affitto molto inferiore o addirittura in comodato, si trova… non è quello il problema.
Il problema al limite sarà riuscire ad organizzare e sostenere il trasferimento e il trasloco di tutto e tutt*.
Però c’è una considerazione da fare…
Se lasciamo questo posto, che succederà?
Nella “lista” degli animali salvati in questo anno manca un numero importante…
Manca il conto di quei 30.000 tacchini che ogni 3 mesi sarebbero stati rinchiusi qui dentro che in un anno sono 120.000 animali.
Qualcuno potrebbe pensare che questi 120.000 animali comunque ora sono allevati da qualche altra parte, ma non è così anzi, oltre a questo allevamento è stato chiuso (e lo è ancora) anche l’altro dello stesso allevatore e lui non alleva più quindi sono 120.000 tacchini morti in meno più almeno altri 20.000 circa. OGNI ANNO.
Se noi “traslochiamo” per un posto più piccolo e più economico, ma non di sicuro altrettanto bello e simbolico, l’allevamento riaprirà e tutto ciò fatto fin’ora sarà stato vano.
Per noi questo posto è un pezzo di anima e cuore e lo è per molti altri, animali umani e non.
La sua rinascita è la rinascita di tanti.
Questi capannoni vuoti ogni mattina ci danno la spinta per dare tutto quello che è nelle nostre possibilità a questa causa.
Lasciarlo sarebbe una sconfitta enorme, per tutt*…
La sua liberazione era una promessa fatta a tutt* coloro che hanno fatto l’ultimo viaggio, la sua rinascita era una promessa fatta alle due tacchine che eravamo riusciti a salvare.
Questo posto avrebbe la possibilità di diventare un parco naturale bellissimo, a disposizione di chi vuole sentire sulla pelle che cose vuol dire davvero “essere animali liberi”, è un patrimonio di tutt* da salvaguardare, non da abbattere.
Molti attacchi ci sono stati fatti in questi mesi, con lo scopo di farci deconcentrare dai nostri obbiettivi.
Tutto perchè quando qualcosa è così immenso da non riuscire a comprenderlo, la mentalità comune ti insegna che devi demolirlo.
Ma noi non siamo arrabbiati, non ci importa… le questioni che ritenevamo importanti da risolvere le abbiamo risolte.
A chi aveva dubbi e ce li ha esposti abbiamo dato spiegazioni tali da dissolvere tali dubbi, a chi ne ha ancora ma ancora non li palesa diciamo che siamo qui per parlarne apertamente e risolverli insieme.
Chi ci ha dimostrato malafede o doppie finalità è stato allontanato e così sempre sarà perchè per noi questo posto e chi ci abita sono una priorità assoluta da difendere con le unghie e con i denti.
Però possiamo farlo se abbiamo una spalla alla quale appoggiarci quando la fatica si fa sentire.
Possiamo farlo se alla nostra forza si uniscono altre forze.
Non vogliamo lasciare questo posto, assolutamente e crediamo fermamente che anche voi non lo vogliate lasciare al capitalismo e allo specismo dilaganti in questa società.
Se ci supporterete avrete delle bellissime sorprese in futuro, magari tra un paio di anni potrà addirittura sorgere un Agripunk 2, sulle ceneri di un altro luogo di sfruttamento demolito dall’antispecismo.
Quindi con il cuore in mano, vi chiediamo SUPPORTA AGRIPUNK, ADOTTALI TUTT*!

Fonte: Supporta Agripunk, adottiamoli tutt*! – Come aiutarci: il volantino da diffondere

One thought on “APPELLO – Supporta Agripunk: realtà per la liberazione animale

  1. Grazie compagn* per la condivisione!
    Un piccolo appunto: l’allevamento NON è MAI appartenuto ad Amadori, il proprietario del terreno su cui sorge NON è un allevatore.
    Lo affittava ad allevatori che lavoravano in soccida per Amadori.
    Ci teniamo a precisarlo ancora una volta perchè si capisca bene che l’affitto a riscatto NON lo paghiamo ASSOLUTAMENTE ne ad allevatori, ne tanto meno ad Amadori.

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