Dentro Farmacologia: presidio di solidarietà

Il 20 aprile 2013, cinque attivist@ occuparono per 10 ore lo stabulario di farmacologia dell’università statale di Milano, documentando la schiavitù e lo sfruttamento subito dagli animali, liberando 400 topi e un coniglio. (Video)
Un’azione volta ad “abbattere il muro di silenzio” che ancora oggi avvolge, protegge e nasconde agli occhi dell’opinione pubblica cosa si cela dietro la sperimentazione animale (vivisezione).
Un muro costruito da quel processo di normalizzazione dello sfruttamento animale (ignorato, accettato, sostenuto dalla società) che porta a considerare gli stessi esclusivamente come strumenti funzionali all’ottenimento di scopi utili al genere umano: per ragioni di lucro, consumismo, finto benessere.
Un processo di normalizzazione che accompagna ogni aspetto della vita, alimentato a sua volta dalle singole scelte quotidiane se si pensa che gran parte di ciò che viene prodotto e acquistato ogni giorno è causa e frutto della sperimentazione animale: farmaci, cosmesi, prodotti per l’igiene personale e della casa, prodotti alimentari, pesticidi, ogm e prodotti del settore agro-chimico.
L’occupazione dello stabulario di farmacologia riportò il riflettore su una questione che, paradossalmente, dalla liberazione dei cani di Green Hill in poi cadde nel dimenticatoio, ricordando così che la lotta per la liberazione animale va condotta a prescindere dalla specie di appartenenza. Libera a sua volta da quegli stereotipi propri dell’antropocentrismo che, troppo spesso, invitano al rispetto animale in base alle similitudini che gli stessi possono avere con l’umano, finendo per catalogarli in relazione al loro aspetto o al fatto di essere più o meno senzienti.contro green hill
Un’azione (quella del 20 aprile 2013) che, ancora una volta, permette di sottolineare tutta l’incoerenza e la complicità di un sistema che tutela chi schiavizza, sfrutta e uccide nel nome del capitale, criminalizzando chi invece lotta nel tentativo di mostrare la verità, diffondendo ideali di liberazione.
Riportiamo di seguito un estratto del comunicato del Coordinamento Fermare Green Hill (disponibile in versione integrale sul sito DentroFaemacologia) che lancia il presidio in solidarietà agli/alle attivist@ sotto processo in programma per venerdì 28 aprile, dalle 9 alle 13, presso il Palazzo di Giustizia di Milano, sostenendo e aderendo a nostra volta a questa iniziativa.

Presidio in solidarietà alle attiviste e agli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che il 20 aprile 2013 occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, svelarono l’insostenibile angoscia delle vite degli animali lì reclusi e infine liberarono 400 topi e un coniglio.
L’azione ha rappresentato non solo un atto di resistenza civile con l’inaspettato esito di liberare fisicamente degli esseri viventi ma è stato prima di tutto un tentativo di aprire un dibattito pubblico sulla sperimentazione animale. Ora, grazie al processo, abbiamo l’opportunità di essere noi a chiamare in causa chi continua ad avvalersi delle leggi per sfruttare animali non umani e considerarli come normale materiale da esperimento.
L’ intenzione del Coordinamento Fermare Green Hill era proprio di riavviare la lotta contro la sperimentazione animale e adesso ne abbiamo ancora una volta la possibilità.
A questo fine ci siamo dotati del sito dentrofarmacologia.org per raccogliere testimonianze, documenti, informazioni.
Invitiamo chi vorrà partecipare al presidio a portare cartelli e striscioni con messaggi inerenti alla vivisezione e allo sfruttamento degli animali. In questo modo daremo visibilità al motivo per cui siamo lì.
Non vogliamo il sostegno di gruppi e persone che pensano sia giusto umiliare e discriminare qualcun altro in base alla convinzione che ci siano corpi che valgono più di altri. Non vogliamo quindi gente che appoggia e mette in pratica idee razziste, fasciste, sessiste ed omotransfobiche. Inoltre, crediamo sia nostro dovere prendere le distanze da chi fa della violenza, sia fisica che verbale, strumento di comunicazione abituale.

Chi non potrà prender parte al presidio, ma vuole offrire il proprio contributo alla causa può farlo diffondendo le informazioni e gli aggiornamenti reperibili sul sito Dentro Farmacologia, e sostenendo le spese legali che dovranno affrontare i/le cinque attivist@ sotto processo: il cambiamento parte da ognun@ di noi, la lotta per la liberazione animale è una pratica quotidiana.