Nessun compromesso per la Liberazione Animale

Nessun compromesso nella lotta per la Liberazione Animale!

L’antispecismo (espressione ultima che indica rifiuto ed opposizione verso ogni forma di dominio e prevaricazione, reclusione e sfruttamento ai danni del vivente e della Terra) non è un marchio, non è un termine da spillarsi al petto per darsi importanza né, tanto meno, un aggettivo da usare come facciata (atteggiamento che ricorda molto la pratica di greenwashing tanto amata dalle multinazionali) dietro il quale promuovere idee che rallentano o danneggiano la lotta per la liberazione totale.
Da qualche anno si è reso necessario e doveroso avviare un percorso che possa chiarire i principi fondamentali che rappresentano l’antispecismo, dipanando quella nube di confusione che aleggia su una lotta che, per essere efficace, deve essere inattaccabile.
Un percorso nel percorso, in quanto l’antispecismo stesso è un divenire che si autodetermina e migliora di giorno in giorno, ma questo è possibile solo se chi lo promuove lo fa nel rispetto dei principi che esso rappresenta: una lotta dal basso che non può e non deve scendere a compromessi con quel sistema capitalista e specista da cui hanno origine le più efferate espressioni di sfruttamento globalizzato.
In questi ultimi anni, dietro la bandiera di un antispecismo da definirsi più finto che debole, diverse realtà presunte tali hanno permesso l’indisturbato diffondersi di fenomeni come il “benessere animale”, legittimando quella politica dei “piccoli passi” ad esclusivo vantaggio di chi lucra sulla schiavitù altrui.
Ragioni che ci portano a non poter ignorare il recente sodalizio tra Brescia Antispecista (realtà con la quale eravamo felici di collaborare) e il Comitato Montichiari Contro Green Hill: gruppo locale salito agli “onori” delle cronache nel corso della lotta per la chiusura di Green Hill, ma anche in seguito.
Il 17 ottobre 2015 (attraverso un comunicato ad oggi magicamente introvabile) il suddetto comitato esprimeva “stima” nei confronti dei complici del macello di Ghedi, nell’ambito della questione Italcarni, definendoli “integerrimi professionisti al servizio della comunità”.
Un atteggiamento che si commenta da solo, ben distante da ciò che l’antispecismo rappresenta e che rende ingiustificabile e priva di comprensione la recente sottoscrizione, da parte di Brescia Antispecista, del comunicato diffuso dal ComitatoMCGH in solidarietà agli/alle attivist* sotto processo nell’ambito della campagna DentroFarmacologia.
In un clima contrassegnato da strumentalizzazioni, mercificazione e infiltrazioni che quotidianamente avvolge l’antispecismo, determinate derive non possono passare inosservate, anche il silenzio è complicità.
Non si tratta di stilare classifiche tra “bravi e cattivi”, ma di chiarire una volta per tutte cosa sia l’antispecismo e quali le realtà che ne promuovono i principi fondanti, chi segue Earth Riot da tempo ormai lo sa: non ci interessa essere simpatici/che, ma efficaci!

PP

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