“BEN MORTO” Vandalizzato murale in memoria di Santiago Maldonado

Lunedì 29 gennaio, intorno alle 22, sotto la vista di tutt* (compresa la stazione di polizia locale) alcuni anonimi hanno vandalizzato il murale presente il piazza del Lago Puelo (dipartimenti di Cushamen, Argentina) che chiede giustizia per il difensore della Terra Santiago Maldonado, un atto che calpesta la memoria di tutt* coloro che hanno dato la vita per la liberazione della Terra.santiago murale.jpg 2

BEN MORTO

Questo il messaggio fascista lasciato sul murale che rivendica l’omicidio del ragazzo, assassinato dal governo argentino e dal sistema capitalista mentre lottava per la libertà del popolo Mapuche, oppresso e perseguitato dall’opera di neo-colonizzazione condotta in Patagonia dalla multinazionale italiana Benetton.
Santiago è stato ucciso il 1° agosto del 2017 nel corso di una violenta irruzione da parte della polizia nella comunità Mapuche di La Puf, ma il corpo senza vita è stato restituito dopo 81 giorni di insabbiamenti e menzogne da parte del governo argentino.
A sei mesi dal suo assassinio e a due dall’esecuzione di Rafael Nahuel, a seguito di questo fatto e del tentativo costante da parte del governo di criminalizzare la resistenza del popolo Mapuche, il Collettivo Santiago Maldonado ha lanciato una manifestazione giovedì 1° febbraio, dalle 17, in Plaza de Lago Puelo.

UNITED VICTIMS OF BENETTON
(volantino in formato A5)
La solidarietà è l’arma più forte che si possa avere, il boicottaggio quella più efficace per opporsi all’operato di queste multinazionali.

volantino in formato A5

volantino in formato A5

La resistenza del popolo Mapuche è da 130 anni un grande esempio.
Mantengono la propria cultura e le proprie tradizioni difendendo le terre ancestrali dalla repressione fascista dello stato e dallo sfruttamento capitalista.
Non intendono lasciare la loro terra e mai la lasceranno “perché siamo vivi, continuiamo a resistere e combattere!” – “lasciare i territori non è un’opzione per i mapuche, anche se questo è a rischio della vita stessa”.
Vengono incarcerati e uccisi.
Sono terroristi perché si oppongono al furto legalizzato delle loro terre in nome dello sfruttamento minerario, idroelettrico, petrolifero ecc.
Sono terroristi perché lottano per la libertà e non accettano l’oppressione di stato e multinazionali.
Sono terroristi perché pretendono giustizia per i compagni uccisi e incarcerati.
Allora siamo tutti terroristi: complici e solidali con la resistenza #Mapuche!

RS

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