UP III: an Hambi prisoner’s story

È stat* soprannominat* UP III, pseudonimo che caratterizza la volontà degli/delle Hambi prisoners di mantenere l’anonimato.
Attivista inglese che non parla tedesco, rinchius* in carcere dall’ultima settimana antispecista tenutasi nella foresta di Hambach, è stat* arrestast* nel corso dello sfratto del 19 marzo con l’accusa di aver sparato fuochi d’artificio verso la polizia, quando media e solidali rammentano solo lo scoppio di qualche petardo. 
UP III
, detenut* nonostante non abbia ancora affrontato un processo, in quasi 2 mesi di reclusione ha ricevuto solo due lettere anche se sono almeno 50 le persone ad avergli/le spedito messaggi di solidarietà.
L’iter per la consegna della posta è estremamente macchinoso, prevede il passaggio sia dal carcere di Aquisgrana che da quello di Colonia (le due città dove vengono smistati gli/le attivist* arrestat*) per l’approvazione definitiva, un periodo di circa due mesi nel corso del quale le lettere possono andare, volutamente o meno, perdute.
Dietro a questa prassi, che si esprime con particolare ritorsione sui/sulle prigionier* non tedeschi, c’è la volontà da parte delle autorità di isolare i/le detenut*, portandol* a sentirsi dimenticat* da chi si trova all’esterno dei luoghi di reclusione.
Una pratica di logorio psicologico che si è già verificata diverse volte in passato, nel caso della detenzione di Jus (nel 2015) a cui non è mai stata recapitata la posta nel corso del suo 23° sciopero della fame, e in quello di UPIV che ha ricevuto solo due lettere in un mese di prigionia.
Il caso di UP III, incarcerat* su prove circostanziali, mostra l’ulteriore stato repressivo subito dai/dalle detenut* che non parlano tedesco, ai/alle quali viene sistematicamente bloccata la corrispondenza dall’esterno, oltre alle visite, come già capitato a Jus (anche lui inglese), ad UP2 (spagnolo) e UP4 (francese).
A parte quella concessa il giorno dopo l’arresto, UP III non ha potuto beneficiare di visite sino alla 7° settimana di reclusione, e chi è stato incaricato di costruire la sua difesa non ha ancora avuto accesso ai file di riferimento.
Sono numeros* gli/le Hambi prisoners a scontare mesi di detenzione in attesa di processo senza poter avere accesso alle prove contro di loro.
Questa modalità è molto conveniente per le autorità perché permette loro di trattenere in carcere persone in base alla presunzione di reato, quando queste molto spesso vengono arrestate nel corso di blocchi e resistenze passivo/attive.
Uno degli ultimi sfratti della barricata ha visto numeros* compagn* subire mesi di reclusione a seguito del presunto possesso di un’arma “molto pericolosa”, equivalente ad un piccolo coltello svizzero la cui reale presenza non è mai stata comprovata.
Mentre RWE, multinazionale energetica tedesca che ha fatto della foresta di Hambach la più grande miniera a cielo aperto d’Europa, prosegue nell’estrazione di lignite (carbone povero) nascondendosi dietro a tribunali locali, polizia e all’intero establishment governativo impegnato a fornirgli una facciata di “legalità”, le autorità conducono un meticoloso processo di criminalizzazione degli/delle attivist* per la liberazione della Terra volto ad assicurarsi i consensi dell’opinione pubblica.
La colpevole inattività delle organizzazioni anti-carcerarie e per i diritti umani che storicamente non si sono mai spese nei confronti di attivist* per la liberazione animale e delle Terra, e di chi compie azioni dirette, gioca un ruolo a favore del fenomeno repressivo appena descritto.
È importante sottolineare come questo processo di criminalizzazione stia aumentando esponenzialmente con l’avvicinarsi di una nuova stagione “legale” di taglio degli alberi, dal prossimo ottobre sino a febbraio 2019.
Ma lo sfratto delle 13 occupazioni e delle 33 case sull’albero ancora in piedi a difesa della foresta di Hambach potrebbe verificarsi molto prima della data prevista.

Quindi, riorganizza il tuo zaino e l’equipaggiamento necessario per una nuova stagione di blocchi, sostieni la resistenza per difendere la foresta di Hambach e gli/le Hambi prisoners con azioni di solidarietà ovunque tu sia: per Hambi! Per il clima! Per la Terra!!!

VM

Quelli che seguono sono gli indirizzi di organizzazioni anti-carcerarie segnalate dagli/dalle Hambacher sulle quali fare pressioni.

Human Rights Watch
Neue Promenade 5
10178 Berlin, Germany
Tel: +49-30-259306-10
Fax: +49-30-259306-29
Contact Berlin Office
@hrw_de

The Marshall Project
156 West 56th Street, Suite 701
New York, NY 10019
212-803-5200
@MarshallProj

Council of Europe
Avenue de l’Europe F-67075 Strasbourg Cedex
France – Tel. +33 (0)3 88 41 20 00
https://www.coe.int
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Institute for Criminal Policy Research
School of Law, Birkbeck,
University of London
42 Store St
London WC1E 7DB
[email protected]k.ac.uk
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Fonte: Hambach Forest