Free UPIII: stop coal, not Resistance!

Un livello di criminalizzazione della resistenza senza precedenti, da quando la lotta per difendere la foresta di Hambach ha visto il suo inizio nell’autunno del 2012.
A pochi mesi dall’inizio di una nuova stagione di taglio cresce la repressione ai danni degli/delle hambacher, sintomo che la resistenza costruita in questi anni alimenta non poche preoccupazioni in chi vuole convertire una foresta millenaria nel proprio supermercato personale.
Mentre lobbisti e multinazionali, affiancati dal CDU (partito democratico cristiano tedesco) e del SPD (partito social democratico tedesco), vanno alla ricerca di nuovi finanziamenti e sussidi funzionali alla sopravvivenza del business del carbone, prosegue parallelamente l’opera diffamatoria ai danni dei/delle difensori della foresta di Hambach allo scopo di ottenere consensi da parte dell’opinione pubblica.
Un fenomeno di distorsione della realtà che, vestendo di legalità le operazioni condotte dalla multinazionale energetica RWE, criminalizza invece chi, a discapito della propria libertà, si oppone a questo ennesimo processo di devastazione della Terra al fine di preservare quella di ogni vivente.
Come nel caso di UPIII (pseudonimo che caratterizza la volontà degli/delle Hambi prisoners di mantenere il proprio anonimato) attivista inglese arrestat* nel marzo 2018 a seguito di uno dei tanti raid della polizia per sgomberare le occupazioni a difesa della foresta di Hambach, detenut* da oltre 4 mesi prima ancora di aver affrontato un processo, senza la presenza effettiva di prove a suo carico e il libero accesso ad esse da parte dei legali, ma con la ferrea volontà da parte delle istituzioni locali di spezzare ciò che anima il desiderio di resistenza.
Marciando sull’isolamento linguistico dell’attivista, UPIII parla esclusivamente inglese, i carcerieri in questi mesi hanno spesso approfittato di questo aspetto per incrementare gli abusi ai suoi danni, giustificare test pseudo scientifici per determinarne l’età, oltre al blocco periodico di visite e della posta in entrata.
Martedì 24 luglio, presso il Court Building di Kerpen, è iniziato il processo ai danni di UPIII supportato all’esterno dall’immancabile presenza di solidali sin dalle prime ore del giorno, a loro volta represse dalla presenza della polizia che ha strascinato via alcun* di loro mentre avveniva uno scambio di cibo vegan. kerpen
Nonostante il livello di repressione patito, in questi mesi UPIII non ha mai spesso di dipingere e scrivere lettere, facendo pervenire all’esterno testimonianze che, invece di spezzare il desiderio di resistenza, al contrario ispirano e motivano ulteriormente la lotta, verso una nuova stagione di blocchi a difesa della foresta di Hambach.

PP

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Fonte: HambacherForst

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