Fabian Tomasi: “…continuate a diffondere la verità”

Non ho bisogno di soldi al momento.
Ho bisogno di vita.
Non sono aziende, sono operatori di morte.
Quando me ne sarò andato, continuate a difendere la verità.

La sua risposta a chi gli chiedesse un commento in merito alla recente sanzione combinata a Monsanto da un tribunale californiano, che ha condannato la multinazionale statunitense a risarcire con circa 290 milioni di dollari Dewayne Johnson: ex fumicatore ora malato di cancro.
Venerdì 7 settembre 2018, all’età di 53 anni, Fabian Tomasi se né andato, lasciando a chi resta non solo la rabbia per una morte, una delle tante, figlia dell’espressione più subdola del capitalismo, ma la pesante eredità di proseguire nella battaglia che aveva intrapreso: mostrare al mondo la verità sulle multinazionali dell’agrobusiness.

Sono assolutamente convinto che il danno sia impossibile da evitare. Abbiamo condannato la vita delle generazioni future a vantaggio del business, con la complicità dello stato, della giustizia e di gran parte del mondo medico.

Ex fumigador responsabile del riempimento delle cisterne per l’irrorazione aerea di pesticidi, tra cui il glifosato, nella regione Entre Rios (Argentina), Fabian in questi anni è diventato il simbolo della lotta alle multinazionali del settore, mostrando al mondo la verità attraverso il deterioramento del suo corpo.fabian-tomasi-1140x789
Perdita di elasticità della pelle, diminuzione della capacità polmonare, grave perdita di peso, infezioni a gomiti e ginocchia, un lungo calvario che condusse un giorno a diagnosticargli una grave forma di polineuropatia tossica: sindrome neurologica degenerativa che investe l’80% del corpo, aggredendo il sistema nervoso periferico.
Nel 2014 Fabian perse già il fratello, Roberto, anche lui addetto al riempimento delle cisterne per la diffusione di pesticidi e morto per un cancro al fegato.

Perché queste sostanze ti colpiscano, può richiedere mezz’ora, come tre anni.
Non dipende dalla durata dell’esposizione, ma dal contatto con sostanze progettate per uccidere.

In Argentina ogni anno vengono utilizzate 300.000 tonnellate di pesticidi per trattare quei campi, un tempo terreni agricoli, convertiti in monocolture di soia geneticamente modificata della qualità Roundup Ready, prodotta da Monsanto.
Il glifosato, prodotto e commercializzato da Monsanto a partire dal 1974 attraverso l’erbicida Roundup, oggi è presente in 750 prodotti, utilizzato in oltre 140 paesi in tutto il mondo per un impiego annuo pari a 800.000 tonnellate.
Come denunciato anche da Pablo Ernesto Piovano attraverso il report Il costo umano dei pesticidi (2015), l’Argentina è la triste fotografia di ciò che presto potrebbe diffondersi in tutto il mondo se non si pone un freno radicale all’operato delle multinazionali del settore.
La storia di Fabian, la sua intera vita e ora il suo decesso, sono la risposta diretta a chi ancora sostiene che il divieto alla produzione di queste sostanze, da alcuni enti istituzionali classificate come cancerogene e da altri no in un eterno dibattito dipendente da interessi economici, debba arrivare dall’alto perché la loro pericolosità possa essere classificata come reale.
Ma Fabian ha mostrato al mondo la verità, che da anni è sotto gli occhi di tutt*, se si sa da che parte guardare.

VM

Per approfondire
Made in Monsanto size 1974: dossier sul Glifosato
La bambina col glifosato nel sangue
Dal nazismo al capitalismo, da IG Farben a Monsanto-Bayer

Fonte: le monde

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