Monsanto sempre in guerra

In principio furono Zyklon-B e Agent Orange, sostanze chimiche rispettivamente impiegate nelle camere a gas dei campi di concentramento in epoca nazista la prima, e come defoliante utilizzato tra il 1961 e il 1971 dall’esercito statunitense nel corso della guerra del Vietnam la seconda.
Nel corso del conflitto oltre 3.000 villaggi sono stati irrorati con erbicidi, colpendo tra due e cinque milioni di persone, provocando malformazioni in circa 150.000 bambini nati negli anni seguenti, mentre chi è stato direttamente esposto a l’Agente Arancio ha successivamente sofferto (o soffre attualmente) di cancro, danni al fegato, alla pelle, gravi disturbi nervosi e malattie cardiache.
A distanza di anni, quasi di un secolo, la storia si ripete o forse non si è mai interrotta se si considera che le due multinazionali produttrici delle armi di distruzione di massa citate oggi formano un’unica compagnia.
La tedesca Bayer e la statunitense Monsanto, a seguito dell’operazione che ha visto la fusione tra i due colossi dell’agrochimica, condividono la produzione del glifosato.
Principio attivo dell’erbicida Roundup in commercio dal 1974, ad oggi il glifosato è presente in 750 altri prodotti, diffuso in oltre 140 paesi, per un utilizzo complessivo annuo pari a 800.000 tonnellate.glifosato tanica
Oltre all’impiego su monocolture geneticamente modificate o meno, nel trattamento di marciapiedi, strade, ferrovie, giardini e campi sportivi per eliminare le erbacce, recentemente il glifosato è entrato a tutti gli effetti nella categoria di quelle sostanze utilizzate come armi chimiche.
Insieme agli erbicidi prodotti da Dow Chemical (subordinata della multinazionale DuPont) e da ADAMA (una controllata di ChemChina proprietaria anche della svizzera Syngenta), il glifosato viene diffuso più volte all’anno dallo stato di Israele sui campi palestinesi attraverso la barriera di Gaza, come fa sapere un report pubblicato recentemente dal portale Invictapalestina.
Data in appalto dall’esercito israeliano a due compagnie civili, questa deforestazione strategica effettuata tramite fumicazione attraverso il passaggio di aerei, ha lo scopo di limitare l’auto-sostentamento del popolo palestinese, ma anche di eliminare quegli ostacoli frutto della natura allo scopo di offrire una migliore visuale ai cecchini.
Il contributo di Monsanto al regime fascista mosso dallo stato israeliano ai danni del popolo palestinese ha origini che risalgono già all’operazione Piombo Fuso, quando tra il 2008 e il 2009 Israele bombardò la Striscia di Gaza con l’utilizzo di ordigni al fosforo bianco, agente chimico anch’esso prodotto dalla multinazionale statunitense.fosforo bianco
Nel 2009 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti confermò l’avvenuta spedizione ad Israele di armi chimiche provenienti dal proprio impianto di stoccaggio in Arkansas, fabbricate grazie al contributo di Monsanto che ha rifornito lo stabilimento con 180.000 libre di fosforo bianco, sostanza che in ambito militare viene impiegata per oscurare le operazioni o più frequentemente come arma incendiaria.
Coalizione statunitense attualmente sotto indagine a seguito del bombardamento avvenuto lo scorso 13 ottobre nella città siriana sudorientale di Hajin, durante il quale le forze armate americane avrebbe nuovamente fatto uso di fosforo bianco.
Ma ciò che dovrebbe insegnare la storia è che non esistono crimini di guerra, in quanto la guerra è essa stessa un crimine, a prescindere dalle tipologie di armamenti utilizzati per la persecuzione dei popoli e il dominio sulle terre.

RS

Fonti: Sputnik Invictapalestina

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