Meadow Camp: alle radici della Resistenza

La Resistenza di Hambach si poggia anche su quei villaggi e accampamenti che circondano la foresta, primi punti di accoglienza per chi desidera offrire il proprio contributo e dove viene organizzato il supporto a chi si trova nelle treehouse, attraverso lo smistamento di attrezzature e generi di prima necessità.
Da tempo ormai istituzioni e la stessa RWE concentrano minacce ed intimidazioni su questi luoghi, al fine di destabilizzare le radici della resistenza.
Kurt Claben, le cui azioni agli albori della Resistenza hanno permesso la costruzione del Meadow Camp, rischia ora di dover pagare una multa di circa 25.000 euro per non aver consegnato alle autorità i terreni che aveva anzitempo acquistato allo scopo di frenare l’opera devastatrice di RWE.
La storia di questo campo base riportata da chi vi ha vissuto e l’ha visto con i propri occhi.

Il “Meadow Camp”, ovvero il “Campo sul Prato” è un campo/presidio permanente situato ai margini occidentali della foresta di Hambach.
La sua fondazione risale al primissimo periodo di occupazione della foresta.
Il “Campo sul Prato” è stata fino ad oggi una base strategica di grande importanza per le occupazioni arboree, poiché è là che molte persone desiderose di sostenere la lotta scaricano materiali da costruzione, portano donazioni di cibo, o anche solo vengono per sentirsi vicine alla foresta, per chiedere informazioni, etc.
In questo campo si trovano strutture per ospitare, all’occorrenza, anche decine di persone.
Il campo è stato fondato sui terreni di Kurt ClaBen, un attivista che anni fa è riuscito, da solo, ad acquistarli prima che la compagnia mineraria RWE se ne appropriasse.
Il “Campo sul Prato” si trova, come peraltro buona parte della foresta di Hambach, sopra un vero e proprio mare di carbone di lignite.
Il Campo del “Meadow” svolge quindi una duplice funzione di resistenza: sostiene le occupazioni nella foresta ed è esso stesso un’occupazione -più o meno legale- contro il perforamento minerario.
Per queste ragioni la RWE cerca da anni, con la complicità delle istituzioni democratiche e della polizia, di far sgomberare il campo.
Il “Prato”, come la gente lo chiama, è stato deliberatamente danneggiato (ma non evacuato) dalla polizia nel corso degli sgomberi del settembre 2018; ora è protetto da trincee e barricate, ma occorre una perenne mobilitazione per avere la certezza che il campo resista a un eventuale attacco di ruspe e polizia.
Parallelamente alla minaccia sul campo, le istituzioni e RWE hanno messo in campo, da più di un anno, una vera e propria guerra psicologica ed economica contro il proprietario del terreno, subissandolo di multe, penali e minacce.

Vi ricordiamo che, grazie all’impegno di un gruppo di attivist*, da qualche settimana è attiva la versione in italiano del blog di Hambacher Forst

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