Comunicato di risposta al comunicato di risposta al comunicato “Antispecismo in evoluzione”

Giudicare, sentenziare, condannare: ultimamente è una prassi comune, purtroppo, nell’ambiente antispecista.

Il dialogo viene spesso ridotto allo zero e chi non si trova d’accordo su riflessioni, idee o posizioni di altre realtà preferisce partire all’attacco con diffamazioni e calunnie, senza prendersi la briga di interpellare prima i diretti interessati, o almeno prendersi la responsabilità e avere il buon gusto di firmare i comunicati elargiti.

In questo caso ci stiamo riferendo a una vile mail ricevuta da ignot* in merito al comunicato “Antispecismo in evoluzione” da noi redatto qualche tempo fa, e sottoscritto da altre realtà antispeciste: Antispecisti Pratesi, AANIMO, Agripunk, Antispecis* Libertar* Ferrara, Basta Delfinari.

Intanto, per chi si diverte a puntare il dito in continuazione, vogliamo fare una precisazione che a nostro avviso è totalmente inutile, ma evidentemente c’è qualcun* nell’ambiente che parte prevenuto e ha bisogno di varie sottolineature per mettersi l’anima in pace: antispecismo=antifascismo, chi non dà per scontato questo semplice concetto forse non ha ben chiaro cosa sia l’antispecismo.

Ma, tornando alla mail ricevuta da parte di ignot*, è chiaro che c’è molta confusione, almeno in chi ha scritto, sulla differenza piuttosto marcata tra pacifismo e concetto di nonviolenza.

Tra l’altro noi non ci siamo mai definiti pacifisti, se le polemiche ricevute sono inerenti al nostro, chiamiamolo, secondo nome (Convivenza Pacifica), avrebbero potuto interpellarci prima di sparare a zero e gli avremmo così potuto spiegare che cosa intendiamo con quella sigla, estensione del nostro nome che è anche un gioco di parole.

Convivenza Pacifica non è altro che l’obiettivo da raggiungere, quello che ci prefiggiamo attraverso le lotte che conduciamo, ovvero l’idea che un giorno ogni specie possa convivere in libertà, cancellando ogni tipo di diversità dettata dall’ignoranza, dal profitto o da assurde gerarchie.

Il concetto di nonviolenza non ha nulla a che vedere con il pacifismo, è una modalità d’azione, di espressione, di comunicazione che non vuole escludere le altre modalità di lotta, ma semmai integrarle, fornendo una nuova visione di attivismo, ma che non si è mai permesso di condannare le altre.

E anche su questo aspetto siamo nuovamente costretti a dare spiegazioni in riferimento ai giudizi ricevuti, ma senza che nessun* abbia interpellato personalmente e direttamente le realtà interessate.

Earth Riot, ma ci sentiamo di parlare anche a nome delle altre realtà firmatarie del comunicato, non si è mai dichiarata contraria a liberazioni, sabotaggi, danneggiamenti, non abbiamo mai condannato queste azioni e mai lo faremo, sempre che tali azioni non ledano la vita di terzi.

Infatti le liberazioni, i sabotaggi, i danneggiamenti non sono classificabili come atti di violenza, ma semmai come nonviolenza attiva atta a minare le fondamenta di chi lucra sfruttando animali umani, non umani, o il Pianeta stesso.

Queste azioni diventano violente solo nel caso di ferimento o decesso di terzi, perché non è seminando morte che si otterrà il cambiamento auspicato.

Per quanto riguarda poi l’ignobile accusa che ci è stata fatta di essere delatori delle istituzioni e delle autorità, ci pare veramente inutile dare una risposta ad una calunnia talmente squallida, elargita senza alcuna ragione da chi, ripetiamo, non si è neanche preso la briga di conoscere meglio le realtà che hanno sottoscritto il comunicato, sputandogli addosso le proprie vili sentenze.

A detta di chi ci ha scritto tale mail, ogni persona che al corteo #noexpo dovesse mai permettersi di fare una fotografia potrebbe essere etichettata come “delatore di istituzioni e autorità”.

Ieri sera, quando abbiamo ricevuto la mail in questione, avevamo deciso di non fornire una nostra replica fino a dopo il corteo del 1° maggio, non ci sembrava giusto alimentare polemiche alla vigilia di un evento così importante, come ci pare poco intelligente disperdere energie, tempo e attenzione su quello che conta davvero: contribuire ad una manifestazione comunicativa, che possa fornire alle persone le informazioni necessarie allo scopo di aprire gli occhi e compiere nuove riflessioni.

Al cospetto però di tali calunnie che diffamano l’impegno, il sacrificio e il lavoro svolto ogni giorno da persone che dedicano la propria vita a perseguire la liberazione umana, animale e della Terra, non potevamo aspettare passivamente senza rispedire al mittente ogni malignità espressa non solo nei nostri confronti, ma verso realtà a noi affini e di riflesso a tutte quelle persone che sostengono e diffondono il lavoro e il pensiero che portiamo avanti.

A chi ci ha scritto questa mail vogliamo solo dire che se ancora non vi fosse chiaro il concetto di nonviolenza, il fatto appena accaduto dovrebbe aiutarvi a capire che cosa intendiamo, perché la vostra mail non è altro che un atto di violenza morale e comunicativa.

Detto questo, ora vogliamo concentrarci unicamente sul corteo #noexpo di domani, rilanciando la nostra partecipazione, lasciando le polemiche e le diffamazioni a chi ha il privilegio di poter perdere tempo in questo modo.

Domani non c’è spazio per le discussioni e le chiacchiere, domani si lotta, per qualcosa che è più grande di chiunque di noi: quegli ideali di uguaglianza e libertà che tanto ci stanno a cuore.

Qui potete leggere il testo della mail che abbiamo ricevuto.

2 thoughts on “Comunicato di risposta al comunicato di risposta al comunicato “Antispecismo in evoluzione”

  1. Le unghie sugli specchi non fanno rumore ma scivolano, oh! Se scivolano! Se ve la prendete perché qualcuno decide di replicare ad un vostro comunicato francamente debole da vari punti di vista e quasi totalmente incondivisibile, forse dovreste evitare di scrivere, che dite? Oltretutto visto che sembrate molto attenti alla mediaticità del vostro modus operandi non dovreste forse essere anche pronti ad incassare le eventuali critiche alla vostra impostazione che pare più che altro vicina ad una sorta di democratismo radicale piuttosto che a qualsiasi pratica di liberazione dell’esistente? Rilevo poi come in questo vostro nuovo scritto ci si appelli ad una sorta di diritto d’opinione svincolato da ogni possibilità di critica altrui, ma cari miei nella vita reale non è così, con buona pace per voi. Interessante poi come il definire l’opinione altrui “squallida”, “calunnia”, ecc…, non faccia che riprendere in toto l’impostazione della discussione che il dominio utilizza quando riceve qualche attacco critico puntuale e mirato giocando con il linguaggio ed il suo significato. Evidentemente visto che siete tanto a dentro a certe dinamiche e che il vostro amore per i media sembra infinito avete ben imparato la lezione. Detto ciò ho perso anche troppo tempo, saluti.

    • Anche noi abbiamo letto il vostro resoconto della giornata a Milano. Complimenti per le vostre incongruenze. Non stiamo neanche a sottolineare e accusare ulteriormente, perché la vostra sta diventando davvero una critica sterile e banale. In poche parole, siete ripetitivi, quindi di unghie sugli specchi state attenti a parlare.
      Detto questo, ripetiamo per l’ennesima e ultima volta che per noi nonviolenza significa ben altro che stare fermi a osservare passivamente, cosa che sapreste bene se v’informaste un minimo prima di partire con la mannaia (troppo facile). Che dire di noi che siamo lontani da qualsiasi pratica di liberazione dell’esistente è tanto assurdo quanto… ridicolo, sì, forse questo è il termine giusto. Perché, tanto per cominciare, di nonviolenza pare appunto che non sappiate nulla (quindi perché parlarne? Suvvia… evitatevi figure di merda), punto secondo, avere la presunzione di sapere per filo e per segno di cosa ci occupiamo nella vita “pubblica” così come in quella “privata” è a dir poco arrogante. Quindi forse possiamo asserire che non avete capito nulla? Succede, certo, ma se avete il “coraggio” di rispondere, appunto, alla risposta della risposta… beh, forse siete un po’ di coccio. Ci spiace.
      Detto questo, ribadiamo la nostra disponibilità ad accettare critiche, come siamo successo già in passato. Potrete tranquillamente verificarlo, se ne avete necessità, e sempre che per voi ne valga la pena, prima di lanciare un altro sasso. Accettiamo le critiche, che, come sempre dichiarato, riteniamo siano la base di uno scambio reciproco e quindi di una crescita da entrambi i sensi, purché esse siano costruttive; sì, riteniamo e ribadiamo che quella(e) a noi giunta sia tutto il contrario di una critica costruttiva, perché giunta a pochi giorni dall’evento in questione, come a non voler concedere tempo a) per ribadire b) per rispondere e spiegare eventuali fraintendimenti, e piena, sì, di accuse e calunnie. Vorreste chiamarle in altri modi? Beh, non vediamo come altrimenti, davvero non ci giunto altra definizione adeguata. Forse non ritenete quelle giunte a noi e ai firmatari del comunicato tali, quindi siamo certi che non riterrete le nostre simili.
      Detto questo, siamo felici che riteniate di aver perso anche troppo tempo, perché siamo, per una volta, dello stesso parere. Saluti anche a voi.

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