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Prodotti in PELLE e PELLICCIA

Ogni anno la moda e la vanità dell'uomo chiedono un alto tributo di corpi sfruttati, uccisi e infine derubati del loro manto, in nome del mero capriccio estetico.

Pelliccia di foca



CACCIA: Le foche vengono cacciate per le loro pelli in Canada, in Groenlandia e in Namibia. Mentre il governo canadese legalizza pubblicamente e senza imbarazzo (per quanto lo riguarda) la caccia alla foca per la sua pelle ogni anno, quello della Namibia si difende dichiarando che l'annuale mattanza delle foche è finalizzata alla protezione della popolazione ittica, che altrimenti non potrebbe essere impiegata a scopo alimentare umano.

I MIGLIORI SONO I CUCCIOLI: la qualità più pregiata sta nel manto dei cuccioli (oltre il 95% delle foche uccise non hanno più di tre mesi di età); infatti le foche, una volta diventate adulte, perdono la cosiddetta lanetta, che rende la pelliccia più morbida tanto al tatto quanto alla vista. Dal 2003 oltre 1,5 milioni di cuccioli di foche sono stati uccisi e dalle autopsie effettuati su molti corpi è risultato che molte sono state scuoiate vive.

UNA PELLICCIA POCO ACCETTATA: forse come conseguenza della tenerezza suscitata dalle foche e dai cuccioli in particolare, la pelliccia di questo animale è al centro di controversie, lotte e causa di forte indignazione da parte dei consumatori in tutto il mondo. Per questo, diversi Paesi si sono rifiutati di commerciarle e ne hanno bandito l'importazione. Tra questi Unione Europea, Russia, Kazakistan e Bielorussia. Vorremmo però far notare che non vi è alcuna differenza tra questi animali e tutti gli altri: indignarsi è giusto, indignarsi è il primo passo, ma successivamente deve venire quell'illuminazione che permette di avere lo stesso rispetto per ogni forma di vita.

UCCISIONE:

le foche vengono solitamente cacciate, quindi passano la loro breve vita in libertà. Ma la morte che le attende è molto curdele: i cacciatori, i cosiddetti sealers, le stanano, le inseguono e una volta vicini le prendono letteralmente a bastonate sul cranio. Il bastone che usano solitamente ha una parte dura e appuntita sull'estremità che colpisce la testa dell'animale, che si frattura e lascia la foca in agonia mentre si dissangua, finchè il cacciatore non le recide le arterie per portarle via il manto e i genitali (molto richiesti nei mercati asiatici, dove vengono considerati potenti afrodisiaci) e lascia il resto della carcassa a marcire.

Pelliccia di coniglio



DOVE: cappucci, colletti di giacche e cappotti, borse, sciarpe e guanti, capi confezionati con inserti, ritagli e bordature di pelliccia.

RIPRODUZIONE FORZATA: i produttori di pelliccia, come molti altri in altri campi, pensano solo al profitto e assolutamente agli animali che allevano. Per ottimizzare l'equilibrio tra spesa e ricavo, infatti, sfruttano al massimo ogni fattrice, ovvero l'animale femmina usato a scopo riproduttivo: in un allevamento per pelliccia, infatti, ogni esemplare dà alla luce circa 160 piccoli... ma resiste a questo ritmo per soli due anni, dopodiché diviene inutile per l'allevatore, che la destina, probabilmente, all'industria della carne (quindi, in media, si parla di una cucciolata ogni 45 giorni). Altra tecnica per ottimizzare i costi è l’inseminazione artificiale, che accelera ulteriormente questo processo snaturato.

VITA INTENSIVA: il poco ed inesistente interesse degli allevatori per questi animali si riscontra anche nello stato delle strutture in cui sono ospitati: gabbie piccole e sporche, poca luce, nessuna cura. La base delle gabbie, su cui poggiano le zampe gli animali, è reticolata come il resto dei lati e perciò gli animali si feriscono frequentemente, senza però ricevere alcuna cura, sviluppando così gravi infezioni.

FASE FINALE: i capi che sopravvivono all’allevamento vengono gettato in casse di plastica, ammassati insieme e destinati al macello. Lì saranno tramortiti con una cinghia, sgozzati e infine scuoiati.

Pelliccia di karakul



CONOSCIUTA ANCHE COME: breitschwanz, astrakan, persiano.

UNICA MODALITÀ PER OTTENERLA: prendere un agnello di pochi giorni di vita, ucciderlo e scorticarlo, o, ancora meglio, se si mira ad una qualità ancora più alta, prendere una femmina karakul quasi al termine della sua gravidanza, squarciarla, estrarre l feto, ucciderlo e scorticarlo. Il loro pelo corto e arricciato viene poi trasformato in pelliccia o in ritagli per capi di moda.

ALCUNE INDAGINI: La Humane Society of the United States (HSUS) ha condotto un'accurata indagine sul commercio della pelliccia di karakul: ogni anno in Afghanistan, Namibia, Sud Africa, Uzbekistan ed altri Paesi dell'Asia centrale, sono allevati e uccisi dai quattro ai cinque milioni di agnelli karakul per soddisfare la richiesta di pelli. Gli investigatori della HSUS hanno affermato che per confezionare un solo soprabito è necessaria l'uccisione di trenta agnelli.

Pellicce cinesi



ALCUNE INVESTIGAZIONI: ( da Swiss Animal Protection e EAST International) gli animali vengono imprigionati in anguste gabbie di rete metallica, completamente spoglie e senza riparo, e, a lungo andare, acqisiscono comportamenti sterotipati e passivi, tipici di situazioni di forte e continuo stress, ma non solo: si verificano tra loro anche casi di automutilazione, problemi di riproduzione, a volte anche infanticidio.

UCCISIONE: gli allevatori portano gli animali nei mercati all'ingrosso, dove vendono le loro pelli alle grandi compagnie; qui vengono storditi con ripetuti colpi alla testa, inferti con un bastone, con una barra metallica, oppure prendendo gli animali dalle zampe posteriori e sbattendoli a terra con violenza. Gli animali lottano, hanno convulsioni... e infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi. Poi l'accetta... che mutila la zampe. Quando avviene la scuoiatura molti sono ancora coscienti, in un'agonia indescrivibile: il respiro si nota ancora, il cuore continua a battere e i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti per altri 5, 10 minuti.

Il tuo diritto all'eleganza non può certo prevalere sul diritto di sopravvivenza di un essere vivente

Los Fastidios

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