Standing Rock: la repressione colpisce l’informazione

Mercoledì 22 febbraio è iniziato lo sgombero di Standing Rock, dei vari accampamenti che in questi mesi sono stati eretti dai Sioux e dai numerosi solidali che si sono uniti a loro in quella che rappresenta uno dei simboli della lotta per la liberazione della Terra.
Una lotta contro il progetto Dakota Access Pipeline che, se realizzato, sventrerebbe le terre da sempre popolate e protette dai Sioux mettendo a serio rischio di inquinamento le risorse idriche della zona considerando, tra l’altro, che un tratto del gasdotto passerebbe sotto il letto del fiume Missouri.
Intorno alle ore 15 (orario del Nord Dakota, circa le 23 in Europa) sono iniziate le operazioni di rastrellamento condotte dalla polizia.
Il primo accampamento a saltare è stato quello degli Oceti Sakowin, dove capanne e baracche sono state date alle fiamme (video) spingendo così le persone a riunirsi con i resistenti dei campi Cheyenne e Sacred Stone Camp, sulle rive del fiume Missouri.
Ma gli atti di repressione e le violenze della polizia hanno colpito sopratutto i giornalisti indipendenti presenti sul campo, un’operazione mirata a tagliare quella copertura mediatica che in questi ultimi mesi ha permesso di far conoscere la resistenza Sioux in tutto il mondo.
L’obiettivo delle forze dell’ordine è fin troppo chiaro: censurare l’informazione libera e pulita allo scopo di interrompere quella solidarietà internazionale che si è venuta a creare attorno a Standing Rock.
Fino a questo momento sarebbero 10 le persone arrestate nel corso degli scontri della scorsa notte tra cui Eric Poemz, uno dei primi giornalisti indipendenti ad esser stato aggredito mentre riprendeva l’inizio dei raid da parte della polizia.
Come si può vedere dal video che ne documenta l’aggressione, Eric è stato rincorso e costretto a terra da alcuni agenti che, mentre gli procuravano la rottura dell’anca, urlavano al giornalista “uno di noi, due di voi”, frase che ricorda anche troppo bene l’epoca nazista.nodapl arresti
Le operazioni di rastrellamento dovrebbero riprendere alle 9 di oggi, 23 febbraio (circa le 18 in Europa), mentre per il 10 marzo è prevista una grande manifestazione per le strade di Washington.rise standingrock
Cercheremo di tenervi informati sugli sviluppi, e per aggiornamenti in tempo reale vi consigliamo di seguire il portale indipendente Unicorn Riot che potete trovare anche su twitter.
Non importa dove vi troviate, siamo tutti/e abitanti dello stesso pianeta, la lotta Sioux per la resistenza di Standing Rock è la lotta per la difesa e la liberazione della Terra e di chi la popola, ed ora più che mai necessitano di solidarietà e sopratutto di quel supporto informativo che le forze dell’ordine stanno tentando di tagliargli, impedendo così che la verità possa essere diffusa perché un popolo ignorante è più facile da governare.

In piedi per Standing Rock: earth liberation is total liberation!

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