Olmo – La lotta dei Mapuche è la nostra lotta

Dalla repressione che il 29 marzo 2008 si è abbattuta su Santiago del cile, a quella che in queste settimane sta attraversando Temuco, colpendo le comunità Mapuche sempre più perseguitate dai regimi oppressivi cileni e argentini: uomini e donne strappate dalle strade e dalle case dai servi del sistema.
Un paralellismo doveroso, reso possibile grazie al sempre puntuale contributo di Olmo, a sostegno di chi resiste e per mantenere viva la memoria di non china la testa di fronte al potere, ma lotta per la liberazione di ogni vivente anche a costo della propria libertà e vita: i/le ribelli non muoiono mai!

Il 29 marzo del 2008 una imponente manifestazione libertaria attraversa Santiago del cile.
Trentamila persone sono sotto una pioggia violenta per commemorare i fratelli Vergara Toledo assassinati durante la dittatura e inaugurare la piazza “29 marzo”. Già dalla mattina la polizia aveva colpito i manifestanti ma è nel pomeriggio che gli scontri divampano in tutta la capitale. Saranno decine i feriti e gli arresti. Jhonny Cariqueo Yañez, anarchico mapuche, viene investito da una pioggia di calci e pugni ad opera di 6 poliziotti, in gravi condizioni è portato alla stazione di polizia di Pudahuel assieme ad altri anarchici e anarchiche. Lì inizia il vero calvario. Morirà due giorni dopo. Il 2 aprile avranno luogo i funerali, saranno migliaia le persone che parteciperanno. Jhonny era conosciuto in tutto il Cile, era un rapper. Cantava canzoni sociali, dure, canzoni che trasmettevano lotta e riscatto. Non è mai stato un moderato, tante volte avrebbe potuto approfittare della musica per uscire dalla miseria ma rifiutò sempre. Era un combattente mapuche e la sua musica era l’arma contro l’oppressione non un gioco commerciale. Ai funerali i compagni del gruppo lessero un piccolo ricordo:

< Quando a morire è un figlio, a nessuno importa, se non al padre, la madre, le sorelle i fratelli. Ma quando a morire è un anarchico, pestato a sangue dalla polizia, allora nessuno si pente. I media non parlano se non di spettacolo inutile. La televisione racconta altro. Solo che quando muore un anarchico è il paese che muore.>

Oggi 1 aprile 2018 a Santiago i compagni e le compagne di Jhonny Cariqueo Yañez insieme al gruppo anarco-femminista, Mujeres Creativas y Amazonas al Choke, e in collaborazione con il centro sociale Okupado y Biblioteca Sacco y Vanzetti, lo saluteranno nel decennale del suo assassinio. Lo saluteranno come avrebbe voluto lui: un concerto di musica. E lo saluterà anche chi a quel concerto non potrà assistervi; gli anarchici e le anarchiche di tutto il mondo. La lotta dei Mapuche è la nostra lotta. Per la solidarietà internazionale lo voglio ricordare con le sue sue stesse parole, contenute in una sua canzone:

<Ho riflettuto nei tuoi occhi per mostrare il mio impegno, ho bagnato l’asciugamano che pulisce il pugno rosso che mescolo in battaglia. La mia gente non si sveglia più silenziosamente ma con la rabbia. I ricchi con il loro oro che riempiono di lodi gli oppressori, i poveri con i loro fiori pieni di amore. Saranno questi ultimi gli attori della rivoluzione.>

Ciao Jhonny, che ti sia sempre leggera la terra

Olmojonny

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